Zona Franca - Recensioni
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  • genere: Fumetti
  • realizzazione: 2006
  • inserito il: 22 giugno 2006
  • soggetto: Crimine



Il meglio del noir italiano a fumetti. Così recita il sottotitolo di Alta criminalità, un’antologia di storie di nero criminale scritte e disegnate da autori italiani e ambientate in Italia. Il curatore della raccolta Tito Faraci (sceneggiatore tra gli altri di Diabolik, Lupo Alberto, Dylan Dog e Tex) ha riunito in questa pubblicazione i migliori, o più in vista, scrittori di narrativa e fumettisti italiani. Le storie sono infatti tratte da racconti o romanzi di Sandrone Dazieri, Andrea G. Pinketts, Carlo Lucarelli, Wu Ming 2, Eraldo Baldini, Massimo Carlotto, Diego Cajelli, Roberto Recchioni, e sceneggiate e disegnate da Luca Crovi, Claudio Villa, Leomacs, Maurizio Rosenzweig, Andrea Mutti, Matteo Cremona, Marco Guerrieri, Onofrio Catacchio, Mario Mondo. Un’antologia davvero particolare, divertente e imperdibile per chi ama le storie disegnate, in cui narrativa e fumetto si fondono alla perfezione sotto il segno del pulp, del giallo e del noir.
Erano gli anni ’50 quando in America i grandi generi della narrativa popolare (giallo, fantascienza, western, horror) raggiunsero il culmine. Era la stagione dei tascabili pulp, che arrivavano anche in Italia con un vasto seguito di pubblico, ma a condizione che fossero di importazione. Si è dovuto aspettare fino agli anni ’90 affinché i lettori di casa nostra si convincessero a dare il giusto peso anche ai romanzi noir e pulp di autori italiani, ambientati a Bologna, Milano, Roma. Un evento: si riuscì ad allontanarsi dall’America e smettere di fare gli americani. Tra i fumetti, invece, in Italia le storie di “genere” avevano iniziato a spopolare già negli anni ’60, quando le sorelle Giussani crearono Diabolik e sfondarono le porte del nero nell’immaginario collettivo e nella morale pubblica.
Alta criminalità
celebra così il matrimonio tra narrativa e fumetto, un’unione nel sangue e nel piombo come la trama delle storie presenti nella raccolta: la strada verso l’inferno di un ex terrorista sempre pronto a vendersi al miglior offerente; la sfida tra due sbirri e una banda di trucidi, nella Milano degli anni ’70; un investigatore chiamato Pinocchio a caccia di morti che non vogliono restare tali; un sicario assetato di sangue e finito in mezzo a giochi di potere, soldi e mafia. In mezzo, le “chicche” di Andrea G. Pinketts con il suo racconto breve Il punto di vista del licantropo, disegnato da Matteo Cremona che fa parte del team del fumetto John Doe; l’altrettanto breve Il delitto di Natale di Carlo Lucarelli, disegnato da Claudio Villa, copertinista e disegnatore di Martin Mystère, Dylan Dog e Tex; la rivisitazione del romanzo Arrivederci amore, ciao di Massimo Carlotto, sceneggiato da Luca Crovi (redattore della Sergio Bonelli editore) e disegnato da Andrea Mutti (fumettista di Hammer e Nathan Never); la strana storia di maiali condotti al macello pensata e scritta da Wu Ming 2 (scrittore del collettivo Wu Ming) e disegnata da Onofrio Catacchio del team Bonelli.
Un risultato molto eterogeneo, quello di Alta criminalità<!--[if !supportEmptyParas]--><!--[endif]-->, ma che dimostra come il fumetto e la narrativa italiani siano in gran forma e vivano di vita propria, indicando agli editori come le storie popolari ambientate in Italia non abbiano niente da invidiare a quelle d’oltre oceano. Storie che ci dicono che nella nebbia della Val Padana, nelle periferie delle nostre metropoli, nei paesini del nord e del sud c’è tutto un immaginario quasi inesplorato.



NOTA. La recensione di Alta criminalità è pubblicata nel numero di giugno 2006 de ‘l Gazetin, in vendita a 1,25 € in tutte le edicole della provincia di Sondrio o su abbonamento.

FOTO. La copertina di Alta criminalità - Il meglio del noir italiano a fumetti, Aa. Vv., a cura di Tito Faraci, Piccola biblioteca Oscar Mondadori 2005, 360 pagine, 12,50 €.



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