- IL PRIVILEGIO DI ESSERE UN GURU
- Thomas Ruberto
- genere: Libri
- realizzazione: 2006
- inserito il: 20 dicembre 2006
Questa rubrica (curata per il mensile ‘l Gazetin e intitolata Cose di casa nostra - proposte di narrativa italiana contemporanea), che intende proporre romanzi di narrativa italiana, magari di scrittori non conosciuti al grande pubblico ma comunque di talento e che sanno davvero raccontare storie, era iniziata nel gennaio scorso con la recensione di Che cosa ti aspetti da me? di Lorenzo Licalzi. Un romanzo divertente, ironico ma anche drammatico - con un protagonista che mi ha ricordato molto il Pereira di Tabucchi - un romanzo che in parte rispecchiava il mio personale rapporto con la lettura, la scrittura e le recensioni stesse, cioè un rapporto basato prima di tutto sull’intrattenimento e sull’allegria che un libro deve saper trasmettere, ma anche - appunto - sulla capacità delle parole scritte di analizzare aspetti drammatici della vita senza però far morire il sorriso. Proprio per questo, e anche perché la rubrica termina con il numero di dicembre del mensile di Morbegno, almeno a mia firma, ho pensato di chiudere il cerchio delle proposte con un altro romanzo di Licalzi, Il privilegio di essere un guru. Una storia ancora una volta divertente e piena di ironia, ma capace di lasciare l’amaro in bocca per l’analisi spietata e anche scoraggiante di mentalità, abitudini e debolezze del mondo occidentale.
Il privilegio di essere un guru è un’esplosione di situazioni surreali e dialoghi brillanti, una demolizione spietata e vivace dei luoghi comuni, delle manie, della disperazione dei consumatori di un oriente in franchising, sbarcato nei nostri negozi per moda e poco più, e di rapporti di coppia mai così confusi come in questo decennio. Andrea Zanardi, il protagonista del romanzo, è un dongiovanni quarantenne di professione infermiere, che impiega ogni minuto del tempo libero per conquistare donne. Al mercato o alle manifestazioni no global, alle feste esclusive o per strada lo scopo di Zanardi è sempre lo stesso: la conquista, l’amplesso e poi l’abbandono immediato della donna, giustificato da un improvviso ictus avuto dalla madre secondo lo stile dell’alunno che non ha studiato perché “ieri è morta mia nonna”.
L’impresa più difficile, però, come dicono gli sportivi “è quella che deve venire”, e così Zanardi si fa in quattro per conquistare Maria, fanatica di prodotti naturali biodinamici macriobiotici, yoga e meditazione, cultrice di qualsiasi filosofia orientale e rigorosamente vegetariana. Andrea affronta un lungo e complicato viaggio tra le ultimissime mode new age: dovrà abbracciare alberi appiccicosi per la resina, per far sentire loro il suo affetto, sperimentare le frontiere di una cucina a base di tofu, partecipare a una tre-giorni meditativa con un famoso guru. Tutto purché questa donna si conceda. Ma grazie al cielo ci sono gli amici, l’inquietante “Ditasudice”, proprietario di un chiosco di panini, e Saro, maschilista siciliano che parla poco, a far ricordare ad Andrea cosa c’è oltre al mondo finto che si è costruito per avere Maria tra le lenzuola. Eppure tutta la spiritualità di cui si nutre riesce a scalfire il suo cinismo, e un viaggio in Giappone denso di imprevisti lo aiuterà a capire quale sia il vero privilegio di essere un guru, un privilegio che ha poco di mistico e molto di materiale.
FOTO. La copertina del libro di Lorenzo Licalzi, Il privilegio di essere un guru, Fazi editore, 2004, 188 pagine, Euro 15,00. La recensione è pubblicata sul numero di dicembre 2006 del Gazetin, disponibile nelle edicole della provincia di Sondrio.
